Mostra - Mostra Fotografica Fratello Sole Sorella Luna

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Mostra

Caratteristiche della mostra
La mostra è il risultato di una ricerca durata oltre cinque anni, effettuata dalla fotografa Daniela di Sarra. Il percorso della mostra segue, secondo criteri strettamente filologici, il pensiero del Santo Patrono d’Italia come presentato in quella summa teologica che è il Cantico delle Creature (prima opera di altissima luce poetica scritta in italiano), scandendo con immagini di alto impatto visivo, e di curata  e personalissima calligrafia fotografica, il percorso illustrato dal Santo che indica la natura come via per accedere al Bello, e quindi al sublime, al Volto di Dio e, in ultima istanza, come percorso per accedere alla Sua Misericordia.
Il progetto della mostra si inserisce nell’ambito del Giubileo straordinario dedicato alla Misericordia recentemente indetto dal Santo Padre Francesco.
La mostra è essa stessa dedicata ed offerta al Santo Padre. 

Struttura della mostra
La mostra segue un percorso organico scandito sulle partizioni del Cantico delle Creature, di cui segue i passi nel più completo rispetto del suo cammino filologico e teologico.
Pur non sottovalutando il portato filosofico e teologico, oltre che artistico dell’opera del Santo, la mostra si pone come obiettivo di rendere in immagini concrete e percepibili da chiunque l’insito contenuto trascendente rilevabile nella bellezza del Creato sensibile.
La scansione della mostra  tiene conto del messaggio sottinteso alle immagini di luce e bellezza, riconoscendo nelle categorie indicate da San Francesco la complessità strutturale del Creato come contemplato dalla visione medievale, accompagnata dalla numerologia biblica: quattro elementi (vento, acqua, fuoco e terra) declinati secondo quattro archetipi tipizzanti la perfezione del creato (quattro virtù cardinali), dirette ad integrarsi e a completarsi nelle tre virtù teologali, rappresentate in maniera simbolica, in apertura del Cantico stesso, nelle tre lodi rese a Dio (altissimo, onnipotente, bon Signore), e ribadito dalla triade laude, gloria, onore.
La riflessione svolta dall’autrice è diretta altresì a richiamare l’attenzione sulla necessità di riscoprire il ruolo ispiratore della Natura nella ricerca artistica della bellezza. Essa, nel realizzare la sua opera ha tenuto presente l’insegnamento dell’opera di Cucci, ove recita: “[…] la bellezza, soprattutto, rimanda al suo Autore, invisibile ma in essa presente, l’Artista che sa rendere belle tutte le cose. E’ la circolarità propria della bellezza: essa parla dell’invisibile, del non detto, introduce in un orizzonte più grande, non a misura d’uomo […]”. Ha cercato, perciò, di fermare quei momenti fuggevoli della natura che più sembrano rispecchiare il Volto di Dio. 
 
 
 
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